
Il nuovo Report statistico nazionale 2026 di Caritas Italiana, intitolato significativamente “Sempre più poveri, sempre più a lungo”, delinea un quadro dell’Italia in cui la povertà ha smesso di essere un’eccezione per diventare una “strutturale normalità”. Sebbene si registri un lieve calo dei “nuovi poveri”, la povertà cronica e l’intensità del bisogno sono ai massimi storici.
La Chiesa “dentro la storia”: il ruolo delle Parrocchie
Di fronte a questa realtà, don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, ricorda che la povertà è un interrogativo che interpella innanzitutto la Chiesa e la sua capacità di farsi prossima ai territori più fragili. “I dati raccolti dalla rete Caritas nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone”, ha dichiarato don Pagniello.
I numeri confermano questa spinta verso la prossimità: oggi oltre la metà delle strutture operative della rete (il 54%) è costituita da centri parrocchiali. Questa crescita testimonia la capacità delle comunità locali di attivarsi direttamente, intercettando i bisogni dove nascono: nei quartieri, tra le case, nelle pieghe della vita comune. Come sottolineato da don Pagniello, “la povertà non è lontana, non è confinata, non è delegabile. È dentro i quartieri, accanto alle famiglie”.
La sfida del territorio: il Sud e le Isole
L’analisi territoriale mostra tendenze preoccupanti per il Mezzogiorno e le Isole, aree che comprendono la nostra realtà locale. Nel 2025, il Sud ha registrato l’incremento più marcato di persone seguite (+6,4%). In queste zone, a differenza del Nord, la componente italiana tra chi chiede aiuto è ancora preponderante (65,4% nelle Isole).
Particolarmente critico è il dato sull’integrazione con i servizi pubblici: nel Mezzogiorno si registrano i livelli più bassi di presa in carico da parte dei servizi sociali territoriali. Questo significa che il peso dell’assistenza e dell’orientamento ricade in modo ancora più gravoso sulle nostre Parrocchie e sui Centri di Ascolto diocesani.
Nuove fragilità: il “Lavoro Povero” e l’Emergenza Abitativa
Il Report evidenzia come il lavoro non sia più, da solo, garanzia di dignità: il 24% delle persone che chiedono aiuto ha un’occupazione, una quota quasi raddoppiata in dieci anni. A questo si aggiunge un’emergenza abitativa cronica che colpisce il 34,9% degli assistiti, manifestandosi sia come mancanza totale di un tetto che come impossibilità di sostenere affitti e bollette. “Le povertà ci domandano politiche abitative più coraggiose, lavoro dignitoso, sostegni alle famiglie, contrasto alla povertà educativa, cura delle solitudini”, esorta don Pagniello.
Un appello alla responsabilità condivisa
Il Report 2026 non vuole essere solo un documento statistico, ma un invito all’azione pastorale e politica. Don Marco Pagniello conclude con un appello che risuona con forza nelle nostre parrocchie: “Occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise. Il nostro appello è a ripartire dagli ultimi”. Per le nostre comunità, questo significa non limitarsi al pur fondamentale aiuto materiale, ma investire nell’ascolto e nella ricostruzione di quei legami sociali che la povertà e la solitudine stanno progressivamente logorando.

