XXXV Convegno Caritas – Creato per Abitare

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Sono stati i tanti sensi dell’abitare, nel periodo durante il quale il  Verbo pianta la propria tenda in mezzo a noi, e i modi concreti con i quali, quotidiana e costante, naturale e straordinaria allo stesso tempo, la presenza di Dio si manifesta sempre in mezzo a noi, come ha ricordato il direttore don Giuseppe Brancato ad avvio dei lavori, moderati dalla giornalista Elena De Pasquale, il tema del  XXXV convegno della Caritas Diocesana.

Si è sottolineato come l’abitare sia un diritto, e come questo diritto, tra leggi “viziate” e crisi incalzante, sia sempre meno rispettato. Lo straniero – ha detto  Monsignor Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes – è in un’Italia invecchiata e morente “la vita che avanza, che riprende spazio, che si rinnova”, con quei 5 milioni di cittadini stranieri che sono qui da tanto tempo, ma anche con quei 330 mila rifugiati che in due anni, 2014 e 2015, si sono presentati “alle nostre porte”, costringendoci a “conoscere l’altro”.

convegno

I relatori: Domenico Leggio, Mons. Perego ed Angelo Campolo con la moderatrice Elena De Pasquale

Da Aristide d’Atene, Monsignor Perego ha tratto tre parole, pronunciate nel 140,  e oggi “guida per il nostro agire”. Casa, a intendere che lo straniero deve essere accolto in un sistema comunitario e familiare, non in centri ad hoc. Gioia, a indicare che l’incontro con l’altro è, in sé, portatore di gioia in quanto portatore di umanità. E fraternità, la terza “regola”, “forse più difficile di quelle, pur importantissime, di eguaglianza e libertà”, da cui nasce il mondo moderno.

Angelo Campolo, regista e autore, è stato chiamato a raccontare l’esperienza di integrazione realizzata con lo spettacolo teatrale “Vento da Sud Est”, e ha scelto di leggere anche stralci di scritti a lui consegnati dai giovani stranieri che questo spettacolo ha portato sul palco. “Spero – ha detto – che anche a voi arrivi possente la voce consapevole e fraterna di questi giovani artisti, che spero possano “insegnare ad altri minori non accompagnati di altre città la lingua universale del teatro nel dialogo, nell’incontro  e nella condivisione” .

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Le autorità civili e militari in platea

Nel convegno è stato ricordato che “abitare” va declinato anche per chi non è straniero, ma qui è nato e qui vive. Spesso, sempre di più, in contesti abitativi che ledono profondamente la dignità umana o, addirittura, senza dimora. “Oggi – ha detto Domenico Leggio, Direttore della Caritas diocesana di Ragusa e vicepresidente della fio.PSD – Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora – la perdita del lavoro, l’impossibilità di far fronte a mutui contratti in passato, la mancanza di fondi sufficienti per affittare un appartamento riguardano numerosissime famiglie e tantissimi singoli. Ed è con lo sguardo sollecitato dalle parole del Papa, che ci chiede di aprire le porte a chi sta fuori, che riflettiamo su tante iniziative di housing sociale e, ancora più belle, su tante esperienze di persone che, semplicemente, mettono casa propria a disposizione di chi non ce l’ha”.
Il convegno, che ha registrato il saluto della Prefettura, presente il vicario dott.ssa Maria Antonietta Cerniglia, e ha visto, tra l’altro, la partecipazione del diacono Santino Tornesi (Ufficio Migrantes di Messina) e di Monsignor Tanino Tripodo, vicario Ad Omnia della Diocesi, si è chiuso con le parole di speranza e di impegno di Monsignor Antonino Raspanti, Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela.

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