Iraq, emergenza continua per i profughi cristiani e yazidi

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<![CDATA[Ormai si contano a centinaia di migliaia gli sfollati, soprattutto Cristiani e Yazidi, che scappano dalle loro case in Iraq per sfuggire alle persecuzioni a sfondo etnico e religioso che imperversano nel Paese. A Zakho, in particolare, Caritas Iraq ha allestito il proprio quartier generale nell'assistenza alla minoranza in fuga degli Yazidi, un gruppo di popolazioni organizzate in tribù di origine e lingua curda ma con religione propria. Molti di loro sono sopravvissuti dopo essersi rifugiati sul Monte Sinjar, in pieno deserto e con il terrore di avere alle calcagna le milizie dell'Isis. Nella zona continua a infuriare la battaglia tra jihadisti e Peshmerga curdi che tentano di riconquistare l'avamposto, ma l'ondata di profughi non si placa. Nella stragrande maggioranza dei casi sono fuggiti solo con quello che avevano addosso, per non finire lapidati, sgozzati, costretti a violenze di ogni tipo o venduti come schiavi e costretti a conversioni di massa.
La fuga verso il Kurdistan resta l'unica speranza di salvezza per moltissime famiglie, ma è una strada lunga e difficile e richiede fino a otto ore di attesa ai posti di blocco in cui si affolla una marea umana di disperati. Una volta al sicuro, molti nuclei familiari sono accolti e assistiti dalla popolazione locale, ma in tanti finiscono a dormire nei parchi, sulle panchine, all'addiaccio, in case in costruzione o nelle chiese che avevano già accolto i profughi siriani.
Ora, informa Caritas Iraq, i loro sguardi sono spenti, senza speranza, atterriti e frustrati dal timore che la comunità internazionale non riesca a mettere fine a queste continue tragedie umane.Una violenza "che vuole trasformare il mondo in una giungla" e che rischia di strapparli per sempre alle loro case e ai loro villaggi. Accoglierli e garantire loro almeno condizioni igienico-sanitarie umane è un imperativo a cui nessun cristiano e nessun uomo di buona volontà può sottrarsi. Il nostro contributo resta, dunque, essenziale. Sono tre i progetti dedicati all’emergenza Iraq su cui la Caritas italiana ha promosso la raccolta fondi: progetto “famiglia”, progetto “casa” e progetto “scuola”.
Per sostenere gli interventi, le offerte vanno inviate a Caritas Italiana, via Aurelia 796 – 00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013, specificando nella causale: GEMELLAGGI IRAQ / Progetto FAMIGLIA (oppure CASA oppure SCUOLA).
Le offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
• Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
• On line su www.caritas.it
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