Monitoraggio Caritas sull'emergenza sanitaria e sull'operato dei Centri di Ascolto a Messina

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Da un’analisi avviata dall’Osservatorio Povertà e Risorse della Caritas presso i 24 Centri di Ascolto, diocesano e parrocchiali, presenti sul territorio, emergono importanti risultati circa la portata della crisi sanitaria ed economica che stiamo attraversando.

Nel periodo marzo-giugno 2020 gli interventi realizzati dai CDA in favore di quanti hanno chiesto aiuti sono aumentati mediamente del 25,7% rispetto a prima del dilagare della pandemia.

Durante il periodo più intenso della crisi sanitaria i CDA hanno continuato regolarmente a svolgere il loro servizio volontario in favore della popolazione. Su 24 CDA, 15 hanno continuato regolarmente, 7 hanno avuto delle limitazioni e solo 2 hanno interrotto o sospeso il servizio. Nel complesso 22 CDA hanno erogato servizi di assistenza materiale alla popolazione.

In particolare attraverso i seguenti servizi:
• distribuzione di viveri in sede (80%);
• ascolti telefonici (71%);
• distribuzione buoni spesa (58%);
• disbrigo pratiche e orientamento ai servizi (45%);
• consegna viveri a domicilio (41%);
• ascolto in sede su appuntamento (25%);
• sussidi economici in contanti (25%).

L’aumento generale di richieste coincide pressoché con un aumento medio di nuovi poveri, che cioè si sono rivolti al CDA per la prima volta in conseguenza della crisi sanitaria, pari al 26% in più.

L’impegno della Caritas si è concretizzato sul territorio nonostante una diminuzione di volontari in servizio presso i CDA:

  • In 13 CDA su 24 vi è stata una flessione del 32% di volontari nei mesi tra marzo e giugno, ciò in considerazione dell’età media elevata dei volontari e delle pesanti limitazioni di mobilità imposte alla popolazione;
  • in 6 CDA su 24 vi è stato l’apporto di nuovi volontari nella misura stimata del 30% in più.

I volontari dei CDA intervistati circa quale possano essere gli interventi più utili in questa nuova fase ritengono:

  • per il 66,7% in interventi sul Lavoro;
  • per il 20,8% in supporto socio-educativosolo;
  • per il 12,5% in aiuti alimentari.

In particolare nell’ambito del lavoro i volontari dei CDA Caritas ritengono questi gli interventi prioritari:

  • Percorsi di qualificazione professionale (50%);
  • Sussidi economici per avvio attività imprenditoriali (43,8%);
  • Borse lavoro (37,5%)
  • Operatori qualificati per favorire l’orientamento professionale (18,8%).

Nell’ambito dei supporti socio-educativi:

  • Laboratori di socializzazione e attività formative (80%);
  • Instaurare collaborazioni con altri Enti educativi e formativi (60%).

Da una precedente indagine dell’OPR era emerso che al 1/01/2019 i volontari in servizio presso i 24 CDA fossero 120, di cui il 72% donne ed il 28% uomini.
Particolarmente significativi i dati circa l’età media dei volontari, che evidentemente ha giocato un ruolo importante durante l’emergenza COVID19 per le sue implicazioni circa la possibilità di contagio:
• l’82% dei volontari ha un’età superiore ai 50 anni;
• il 54% dei volontari sopra 60 anni;
• il 20% sopra i 70 anni;
• solo il 3% dei volontari ha un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni;
• il 13% tra i 40 e i 50 anni.
• Il 2% non risponde.
Si tratta di volontari con un grado di istruzione medio-alto:
• Il 47% ha un diploma di istruzione superiore;
• Il 27% una laurea;
• Il 22% licenza media;
• Il 4% licenza elementare.

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